Gli impianti irrigui aziendali e l’efficienza dell’irrigazione

L’agricoltura e, in particolare l’irrigazione, è a livello mondiale, il settore produttivo che impiega la maggior quota di risorse idriche.

Se da un lato è proprio l’agricoltura irrigua irrigua che dovrà contribuire all’incremento della disponibilità di prodotti alimentari necessari al sostentamento della ancor crescente popolazione mondiale, è vero dall’altro che l’irrigazione comporta anche aspetti negativi che ne limitano, in alcuni casi, la sostenibilità.

Tra questi ricordiamo la sottrazione della risorsa idrica da laghi, fiumi e falde sotterranee, la degradazione e distruzione di habitat per animali selvatici, la degradazione della qualità dei suoli e delle acque.

Inoltre, l’analisi energetica delle operazioni colturali, ha dimostrato che l’irrigazione utilizza una quantità significativa di energia elettrica e anche questo comporta significativi impatti ambientali.

L’acqua sta diventando scarsa, in termini sia di quantità che di qualità a causa soprattutto della crescente domanda in ogni settore e della conseguente competizione tra i diversi usi, nonché in alcune aree, della diminuzione della disponibilità dovuta ai continui cambiamenti climatici.

Per queste ragioni è di fondamentale importanza che la risorsa idrica venga utilizzata in maniera efficiente, riducendo in tal modo sia la domanda sia gli sprechi.

A livello aziendale, le possibilità di ridurre la domanda e l’impatto ambientale dell’irrigazione dipendono dal tipo di metodo, di impianto irriguo e di gestione dell’irrigazione.

I moderni impianti irrigui in pressione (per aspersione, e soprattutto, di microirrigazione) sono potenzialmente in grado di raggiungere una elevate efficienza in quanto consentono di ridurre al minimo le perdite per evaporazione superficiale, per deflusso superficiale e per infiltrazione profonda. Tutto ciò a condizione che gli impianti siano ben progettati e sopratutto ben gestiti.

Nei prossimi articoli, seppur a grandi linee, verrà evidenziata la descrizione dei sistemi e degli impianti irrigui con particolare riferimento a quelli in pressione, e l’efficienza dell’irrigazione aziendale; verranno evidenzianti gli aspetti più innovativi degli impianti irrigui con particolare riferimento a quelli che garantiscono una elevata possibilità di raggiungere una elevata efficienza.

Sia l’aspersione che la microirrigazione comprendono diversi tipi di impianti e di tecniche, usualmente raggruppati in relazione alla permanenza nel tempo delle attrezzature sul campo, alla pressione di funzionamento, al tipo di erogatore, alla sua posizione rispetto alla superficie del terreno e infine alla localizzazione dell’adacquamento.

Per quanto la microirrigazione, a causa soprattutto dell’elevato costo di impianto e di alcune problematiche gestionali connesse al rischio di occlusione degli erogatori, sia ancora il metodo meno diffuso è, allo stato attuale, quello potenzialmente a più elevata efficienza, grazie al fatto che consente di annullare le perdite di evaporazione diretta e per deflusso superficiale e di ridurre al minimo quelle di per infiltrazione profonda attraverso il controllo dell’uniformità di distribuzione dell’acqua al campo.

Per esperienza diretta, nella nostra azienda agrumicola con meta SAU riconvertita con nuovi di impianti di irrigazione (da aspersione sottochioma a microirrigazione con ala gocciolante), si è potuto appurare – documentazione alla mano – un abbattimento del 60,51% di Kw consumati e un abbattimento del 59,19% del costo della materia prima (dati di riferimento maggio 2019-maggio 2021).

Nelle prossime settimane vedremo un po’ più nel dettaglio i metodi e gli impianti irrigui aziendali iniziando con l’analizzare gli impianti per aspersione.

Fonti consultate: L’acqua in agricoltura Gestione sostenibile della pratica irrigua a cura di Marcello Mastrorilli – Edagricole-New Business Media, collana Università & formazione

Condividi

Shares
Translate »